Introduzione

Negli ultimi decenni il tema delle cosiddette “scie chimiche” è diventato oggetto di un intenso dibattito pubblico. Secondo una diffusa teoria, alcune delle scie lasciate dagli aerei nel cielo non sarebbero semplici fenomeni fisici dovuti alla condensazione del vapore acqueo, ma il risultato di programmi segreti di dispersione deliberata di sostanze chimiche nell’atmosfera.

La questione ha suscitato interesse non soltanto nei media e sui social network, ma anche nella comunità scientifica, che ha affrontato il problema attraverso studi di fisica dell’atmosfera, meteorologia, chimica ambientale e scienze aeronautiche.

L’obiettivo di questo articolo è esaminare il fenomeno sulla base delle conoscenze scientifiche attualmente disponibili, distinguendo tra dati verificati e ipotesi prive di riscontri empirici.


Che cosa sono le scie di condensazione?

Le scie visibili lasciate dagli aerei sono note in ambito scientifico come contrails (abbreviazione di condensation trails).

Esse si formano quando i gas di scarico dei motori a reazione, ricchi di vapore acqueo, vengono immessi in un’atmosfera molto fredda e spesso prossima alla saturazione.

A quote comprese generalmente tra 8.000 e 12.000 metri:

  • le temperature possono scendere sotto i −40 °C;
  • il vapore acqueo condensa rapidamente;
  • si formano minuscoli cristalli di ghiaccio.

Il fenomeno è analogo a quello che rende visibile il respiro umano nelle giornate particolarmente fredde.


Perché alcune scie scompaiono subito e altre persistono?

Uno degli argomenti frequentemente citati dai sostenitori della teoria delle scie chimiche riguarda la diversa durata delle scie.

In realtà la meteorologia fornisce una spiegazione ben documentata.

La persistenza dipende dalle condizioni atmosferiche locali:

Scie di breve durata

Quando l’aria è relativamente secca:

  • i cristalli di ghiaccio sublimano rapidamente;
  • la scia scompare in pochi secondi o minuti.

Scie persistenti

Quando l’aria è molto umida:

  • i cristalli di ghiaccio possono sopravvivere a lungo;
  • la scia si allarga progressivamente;
  • può trasformarsi in nubi artificiali simili ai cirri.

Numerose osservazioni satellitari confermano che le contrails persistenti possono estendersi per decine di chilometri e durare anche diverse ore.


Le evidenze scientifiche sulle presunte “scie chimiche”

La comunità scientifica ha affrontato direttamente la questione.

Uno degli studi più citati è stato pubblicato nel 2016 sulla rivista Environmental Research Letters.

I ricercatori Ken Caldeira, David W. Keith e colleghi hanno intervistato 77 esperti internazionali nei campi:

  • della geochimica;
  • della chimica atmosferica;
  • delle scienze climatiche.

Il risultato è stato particolarmente netto:

76 esperti su 77 hanno dichiarato di non aver mai trovato prove dell’esistenza di un programma segreto di dispersione atmosferica su larga scala.

Gli autori hanno concluso che le osservazioni normalmente utilizzate come prova delle scie chimiche sono spiegabili attraverso fenomeni atmosferici ben conosciuti.


Le analisi chimiche dell’atmosfera

Un altro aspetto frequentemente discusso riguarda la presenza di:

  • alluminio;
  • bario;
  • stronzio;
  • altri metalli.

Talvolta vengono presentate misurazioni locali come prova di dispersioni artificiali.

Dal punto di vista scientifico, tuttavia, tali elementi sono normalmente presenti nell’ambiente per numerose ragioni:

  • polveri minerali naturali;
  • erosione del suolo;
  • aerosol marini;
  • attività industriali;
  • combustione di combustibili fossili;
  • incendi boschivi.

Per attribuire tali sostanze a una specifica attività aerea sarebbe necessario dimostrare:

  1. la composizione chimica delle emissioni;
  2. la correlazione temporale con i voli;
  3. la presenza di quantità incompatibili con le fonti naturali o industriali note.

Ad oggi nessuno studio pubblicato su riviste scientifiche peer-reviewed ha fornito una dimostrazione di questo tipo.


Scie aeree e cambiamento climatico

Il fatto che non esistano prove delle “scie chimiche” non significa che le scie degli aerei siano prive di effetti ambientali.

La ricerca scientifica ha infatti dimostrato che le contrails possono influenzare il clima.

Le scie persistenti:

  • riflettono parte della radiazione solare;
  • trattengono parte della radiazione infrarossa terrestre;
  • contribuiscono al cosiddetto radiative forcing.

Secondo l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’impatto climatico complessivo delle scie di condensazione rappresenta una componente significativa degli effetti dell’aviazione sul sistema climatico.

Si tratta tuttavia di un effetto collaterale noto del traffico aereo, non di un programma di dispersione intenzionale.


Il tema della geoingegneria

Una fonte di confusione deriva dall’esistenza di studi scientifici sulla geoingegneria climatica.

Alcuni ricercatori hanno ipotizzato, a livello teorico e sperimentale, tecniche di raffreddamento del pianeta mediante l’immissione di aerosol nella stratosfera.

Queste ricerche:

  • sono pubbliche;
  • vengono pubblicate su riviste scientifiche;
  • sono sottoposte a valutazione critica della comunità accademica.

È importante distinguere tra:

  • studi teorici o sperimentali sulla geoingegneria;
  • presunte operazioni segrete di dispersione già in corso.

Attualmente non esistono prove scientifiche che dimostrino l’esistenza di programmi globali clandestini di irrorazione atmosferica attraverso il traffico aereo civile.


Perché la teoria delle scie chimiche si è diffusa?

Gli studiosi delle scienze cognitive e della comunicazione hanno evidenziato diversi fattori:

Complessità dei fenomeni atmosferici

Molti processi meteorologici risultano poco intuitivi per il pubblico.

Diffidenza verso le istituzioni

Crisi politiche e scandali reali possono favorire la percezione che esistano attività nascoste.

Bias cognitivi

L’essere umano tende a:

  • cercare schemi;
  • attribuire intenzionalità agli eventi;
  • collegare fenomeni simultanei anche in assenza di relazioni causali.

Effetto dei social media

Le piattaforme digitali facilitano la rapida diffusione di immagini e interpretazioni non verificate.


La posizione della comunità scientifica

Le principali organizzazioni scientifiche e meteorologiche internazionali concordano su alcuni punti fondamentali:

  1. Le scie osservate dietro gli aerei sono spiegabili attraverso processi fisici noti.
  2. Le differenze nella loro durata dipendono dalle condizioni atmosferiche.
  3. Non esistono evidenze scientifiche pubblicate che dimostrino programmi segreti globali di dispersione chimica.
  4. Le contrails possono influenzare il clima, ma in quanto fenomeno atmosferico associato all’aviazione.

Come in ogni ambito della scienza, nuove evidenze potrebbero modificare le conoscenze attuali; tuttavia, le conclusioni devono basarsi su dati verificabili, riproducibili e sottoposti a revisione tra pari.


Conclusione

La questione delle cosiddette scie chimiche rappresenta un caso esemplare di confronto tra percezione pubblica e metodo scientifico. Le osservazioni che alimentano il dibattito – scie persistenti, reticoli nel cielo, presenza di sostanze chimiche nell’ambiente – trovano spiegazioni coerenti nella fisica dell’atmosfera, nella meteorologia e nella chimica ambientale.

La letteratura scientifica disponibile non ha finora fornito prove dell’esistenza di programmi segreti di dispersione atmosferica tramite aerei civili. Al contrario, le evidenze indicano che il fenomeno osservato è riconducibile alle normali scie di condensazione e alle loro interazioni con le condizioni meteorologiche.

L’approccio più rigoroso rimane quello che caratterizza ogni ricerca scientifica: formulare ipotesi, raccogliere dati, sottoporli a verifica indipendente e accettare le conclusioni supportate dalle prove.


Bibliografia scientifica essenziale

Articoli scientifici

  • Shearer, C., West, M., Caldeira, K., Davis, S.J., “Quantifying expert consensus against the existence of a secret, large-scale atmospheric spraying program”, Environmental Research Letters, 11(8), 2016.
  • Schumann, U., “On Conditions for Contrail Formation from Aircraft Exhausts”, Meteorologische Zeitschrift, 1996.
  • Burkhardt, U., Kärcher, B., “Global radiative forcing from contrail cirrus”, Nature Climate Change, 1, 2011.
  • Kärcher, B., “Formation and radiative forcing of contrail cirrus”, Nature Communications, 2018.
  • Lee, D.S. et al., “The contribution of global aviation to anthropogenic climate forcing for 2000 to 2018”, Atmospheric Environment, 2021.

Rapporti istituzionali

  • IPCC, Aviation and the Global Atmosphere, Special Report, Cambridge University Press, 1999.
  • IPCC, Sixth Assessment Report (AR6), Working Group I, 2021.
  • World Meteorological Organization (WMO), Scientific Assessment of Ozone Depletion, varie edizioni.
  • European Union Aviation Safety Agency (EASA), Factsheet: Contrails and Aviation Emissions, 2020.

Testi di riferimento

  • Wallace, J.M., Hobbs, P.V., Atmospheric Science: An Introductory Survey, Academic Press.
  • Lutgens, F.K., Tarbuck, E.J., The Atmosphere: An Introduction to Meteorology, Pearson.
  • Jacob, D.J., Introduction to Atmospheric Chemistry, Princeton University Press.
  • Seinfeld, J.H., Pandis, S.N., Atmospheric Chemistry and Physics, Wiley.

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