Molluschi, pesci tropicali e cambiamenti climatici: conoscere le biotossine per proteggere la salute
Il mare rappresenta una delle più importanti fonti alimentari per l’umanità. Pesci, molluschi e crostacei costituiscono alimenti ricchi di proteine ad elevato valore biologico, acidi grassi omega-3, vitamine e sali minerali. Tuttavia, in particolari condizioni ambientali, questi stessi alimenti possono trasformarsi in veicoli di sostanze altamente tossiche, spesso invisibili, inodori e resistenti alla cottura.
Si tratta delle tossine marine, un gruppo eterogeneo di composti naturali prodotti principalmente da microalghe e dinoflagellati che possono accumularsi lungo la catena alimentare fino a raggiungere concentrazioni pericolose per l’uomo.
Negli ultimi decenni il fenomeno ha assunto crescente rilevanza sanitaria a causa della globalizzazione del commercio ittico, dell’aumento delle temperature marine e della maggiore frequenza delle cosiddette fioriture algali nocive (Harmful Algal Blooms, HABs).
Da dove provengono le tossine marine?
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono i pesci o i molluschi a produrre queste sostanze.
Le tossine sono sintetizzate da alcune specie di microalghe planctoniche che, in particolari condizioni ambientali, proliferano rapidamente formando estese fioriture.
Tra i principali organismi produttori figurano:
- dinoflagellati (Alexandrium, Karenia, Gambierdiscus);
- diatomee del genere Pseudo-nitzschia;
- cianobatteri marini.
I molluschi bivalvi, come cozze, vongole, ostriche e capesante, si nutrono filtrando grandi quantità di acqua e possono accumulare elevate concentrazioni di tossine senza manifestare alcun segno di malattia.
Anche numerose specie di pesci tropicali possono concentrare tali sostanze nei propri tessuti attraverso la catena alimentare.
Le principali tossine marine
Tossine paralizzanti (PSP)
Le Paralytic Shellfish Poisoning (PSP) sono causate principalmente dalla saxitossina, una potente neurotossina prodotta da specie del genere Alexandrium.
Dopo poche decine di minuti dall’ingestione possono comparire:
- formicolii alle labbra;
- intorpidimento del volto;
- difficoltà nel parlare;
- debolezza muscolare;
- paralisi respiratoria nei casi più gravi.
Non esiste un antidoto specifico e la terapia è esclusivamente di supporto.
Tossine diarroiche (DSP)
Le Diarrhetic Shellfish Poisoning (DSP) sono dovute soprattutto all’acido okadaico e ai suoi derivati.
I sintomi comprendono:
- diarrea intensa;
- nausea;
- vomito;
- crampi addominali.
La prognosi è generalmente favorevole, ma la sintomatologia può risultare particolarmente severa negli anziani e nei soggetti fragili.
Tossine amnesiche (ASP)
L’Amnesic Shellfish Poisoning (ASP) è provocata dall’acido domoico, prodotto dalle diatomee del genere Pseudo-nitzschia.
Oltre ai comuni disturbi gastrointestinali, questa tossina può determinare:
- perdita della memoria a breve termine;
- confusione mentale;
- convulsioni;
- danni neurologici permanenti nei casi più gravi.
Il celebre episodio verificatosi in Canada nel 1987 rappresenta ancora oggi uno degli eventi più studiati nella tossicologia alimentare.
Tossine neurotossiche (NSP)
Le Neurotoxic Shellfish Poisoning (NSP) sono causate dalle brevetossine, prodotte principalmente da Karenia brevis.
Queste tossine provocano:
- nausea;
- diarrea;
- alterazioni della sensibilità;
- vertigini;
- disturbi dell’equilibrio.
Durante le fioriture algali possono inoltre disperdersi nell’aria attraverso gli aerosol marini, causando irritazione respiratoria nei soggetti presenti sulle coste.
Ciguatossine
Tra le tossine ittiche più diffuse nei mari tropicali figurano le ciguatossine, responsabili della Ciguatera Fish Poisoning, la più frequente intossicazione alimentare da pesce nel mondo.
Sono presenti soprattutto nei grandi pesci predatori come:
- barracuda;
- cernie tropicali;
- murene;
- dentici tropicali.
I sintomi comprendono disturbi gastrointestinali seguiti da manifestazioni neurologiche peculiari, tra cui la cosiddetta inversione della percezione caldo-freddo, nella quale gli stimoli freddi vengono percepiti come caldi e viceversa.
Alcuni pazienti riferiscono sintomi persistenti per mesi o addirittura anni.
Tetrodotossina
Negli ultimi anni particolare attenzione è rivolta anche alla tetrodotossina, nota soprattutto per la sua presenza nel pesce palla (Takifugu), ma recentemente identificata anche in alcuni molluschi europei.
È una delle neurotossine naturali più potenti conosciute.
Blocca i canali del sodio delle cellule nervose provocando paralisi rapidamente progressiva che può culminare nell’arresto respiratorio.
Il ruolo dei cambiamenti climatici
L’aumento della temperatura delle acque marine sta modificando profondamente la distribuzione geografica delle specie produttrici di tossine.
Nel Mediterraneo stanno comparendo con crescente frequenza specie originariamente tropicali, favorite anche dall’apertura del Canale di Suez e dall’intensificarsi dei traffici marittimi.
Il fenomeno, noto come tropicalizzazione del Mediterraneo, rappresenta una delle principali sfide future per la sicurezza alimentare.
Le fioriture algali risultano inoltre favorite da:
- eutrofizzazione delle acque;
- aumento dei nutrienti;
- modificazioni della salinità;
- eventi meteorologici estremi.
La sicurezza alimentare
Fortunatamente i sistemi di controllo europei sono tra i più rigorosi al mondo.
In Italia il monitoraggio delle biotossine marine è effettuato attraverso una rete coordi





