Tra le figure più affascinanti della tradizione cristiana vi sono senza dubbio i due Giovanni: San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. Sebbene appartengano a contesti diversi e svolgano ruoli differenti nella narrazione evangelica, essi rappresentano due poli complementari della spiritualità occidentale: il primo incarna la preparazione, la purificazione e il rigore morale; il secondo la conoscenza, la contemplazione e l’amore universale.
La loro importanza non si limita all’ambito religioso. Nel corso dei secoli i due Giovanni hanno assunto un profondo valore simbolico nella cultura europea, nell’arte, nell’esoterismo e nella tradizione massonica, che li considera patroni e custodi ideali del cammino iniziatico.
Giovanni Battista: la voce che prepara la via
Giovanni Battista nasce, secondo il racconto evangelico, da Zaccaria ed Elisabetta, parente della Vergine Maria. È il profeta che annuncia l’imminente venuta del Messia e invita il popolo alla conversione attraverso il battesimo nelle acque del Giordano.
La sua figura richiama il modello dei grandi profeti dell’Antico Testamento: vive nel deserto, conduce una vita austera e predica la necessità di un rinnovamento interiore. È lui a battezzare Gesù, inaugurando simbolicamente la missione pubblica del Cristo.
Dal punto di vista simbolico, il Battista rappresenta:
- la purificazione;
- il distacco dalle passioni materiali;
- la preparazione alla rinascita spirituale;
- il passaggio dalle tenebre alla luce.
Non è casuale che la sua festa venga celebrata il 24 giugno, in prossimità del solstizio d’estate, quando il sole raggiunge il punto più alto del suo percorso annuale e inizia poi lentamente a declinare. La tradizione ha visto in questo fenomeno cosmico un richiamo alle parole del Battista riferite a Cristo: «Egli deve crescere; io invece diminuire» (Gv 3,30).
Giovanni Evangelista: il custode del Verbo
Se il Battista è il profeta del deserto, Giovanni Evangelista è il mistico della luce.
Tradizionalmente identificato con il discepolo prediletto di Gesù, è autore del quarto Vangelo, delle tre Lettere di Giovanni e dell’Apocalisse. Il suo Vangelo si distingue dagli altri per la profondità teologica e simbolica.
Fin dal celebre prologo:
«In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio»
(Gv 1,1)
l’Evangelista introduce una visione cosmica e metafisica del cristianesimo, centrata sul Logos, la Parola divina che ordina e illumina l’universo.
I simboli associati a Giovanni Evangelista sono:
- l’aquila, che vola più in alto di ogni altro uccello;
- la sapienza;
- la contemplazione;
- la conoscenza spirituale;
- l’amore universale.
La sua festa cade il 27 dicembre, poco dopo il solstizio d’inverno, quando le giornate ricominciano lentamente ad allungarsi. Anche in questo caso il riferimento astronomico assume un valore simbolico: la luce che rinasce dalle tenebre.
I due Giovanni e il simbolismo del ciclo solare
Le due festività delimitano idealmente il percorso annuale del sole:
- 24 giugno: San Giovanni Battista (solstizio d’estate);
- 27 dicembre: San Giovanni Evangelista (solstizio d’inverno).
Nella simbologia tradizionale i due santi rappresentano le due porte dell’anno, i due estremi del ciclo cosmico e spirituale.
Il Battista corrisponde all’aspetto attivo, purificatore e operativo del percorso iniziatico; l’Evangelista alla sua dimensione contemplativa e sapienziale.
Questa duplicità richiama numerose polarità presenti nelle grandi tradizioni spirituali:
- azione e contemplazione;
- esoterismo ed exoterismo;
- rigore e amore;
- morte iniziatica e rinascita spirituale.
I due Giovanni nella tradizione massonica
La Massoneria speculativa ha ereditato dalla tradizione operativa medievale una particolare venerazione per i due Giovanni.
Molte antiche logge europee erano infatti dedicate a San Giovanni Battista, mentre successivamente si diffuse anche il culto simbolico di San Giovanni Evangelista. Le cosiddette Logge di San Giovanni divennero il modello fondamentale dell’organizzazione massonica moderna.
Nella lettura iniziatica:
- il Battista rappresenta il lavoro di sgrossatura della pietra grezza, cioè il perfezionamento morale dell’individuo;
- l’Evangelista simboleggia invece l’accesso alla conoscenza superiore e alla comprensione del Logos.
I due santi diventano così i custodi simbolici del Tempio interiore che ogni iniziato è chiamato a edificare.
Un messaggio ancora attuale
Al di là delle interpretazioni religiose o iniziatiche, i due Giovanni continuano a trasmettere un messaggio di grande attualità.
Giovanni Battista invita alla responsabilità personale, al coraggio della verità e alla capacità di trasformare se stessi.
Giovanni Evangelista richiama invece la ricerca della conoscenza, la profondità del pensiero e la centralità dell’amore come principio ordinatore della vita.
Insieme rappresentano le due dimensioni fondamentali dell’esistenza umana: l’agire e il comprendere, il cammino e la meta, la ricerca e la sapienza.
Riferimenti bibliografici
Fonti primarie
- Bibbia CEI, Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.
- Apocalisse di Giovanni.
- Lettere di Giovanni.
Studi storici e simbolici
- Jean Daniélou, I simboli cristiani primitivi, Jaca Book, Milano.
- Mircea Eliade, Storia delle credenze e delle idee religiose, BUR.
- René Guénon, Simboli della scienza sacra, Adelphi.
- Gilbert Durand, Le strutture antropologiche dell’immaginario, Dedalo.
Studi massonici
- Aldo A. Mola, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni, Bompiani.
- Giuseppe Giarrizzo, Massoneria e Illuminismo nell’Europa del Settecento, Marsilio.
- Claudio Bonvecchio, La Massoneria e i suoi simboli, Mimesis.
Riviste del Grande Oriente d’Italia
- MASSONICAmente, Laboratorio di storia del Grande Oriente d’Italia, varie annate.
- Hiram. Rivista del Grande Oriente d’Italia, varie annate.
- Erasmo. Notiziario del Grande Oriente d’Italia, varie annate.
Questo tema, che intreccia cristianesimo, astronomia simbolica e tradizione iniziatica, costituisce uno dei più ricchi patrimoni culturali dell’Occidente e continua a offrire spunti di riflessione sul rapporto tra l’uomo, il tempo e il sacro.





