Le vaccinazioni rappresentano uno degli interventi di sanità pubblica più efficaci della storia della medicina. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ogni anno evitano milioni di decessi e riducono in modo significativo la diffusione di malattie infettive che, fino a pochi decenni fa, causavano epidemie devastanti. Dopo gli anni difficili della pandemia di COVID-19, che hanno compromesso molti programmi vaccinali in tutto il mondo, le nuove stime pubblicate da OMS e UNICEF mostrano segnali incoraggianti di ripresa. Tuttavia, i progressi restano insufficienti e milioni di bambini continuano a non ricevere le vaccinazioni essenziali nel primo anno di vita.

I numeri del 2025: una ripresa ancora incompleta

Secondo il rapporto congiunto WHO-UNICEF pubblicato nel 2025, circa il 90% dei lattanti a livello mondiale, pari a quasi 116 milioni di bambini, ha ricevuto almeno una dose del vaccino combinato contro difterite, tetano e pertosse (DTP). Ancora più significativo è il dato relativo al completamento del ciclo vaccinale: circa 110 milioni di bambini, corrispondenti all’85% della popolazione infantile, hanno ricevuto tutte e tre le dosi previste.

Un ulteriore elemento positivo riguarda la riduzione dei cosiddetti bambini “zero-dose”, ovvero coloro che non hanno ricevuto alcuna vaccinazione durante il primo anno di vita. Nel 2025 il loro numero è sceso a circa 13,5 milioni, con una diminuzione di circa 750.000 rispetto all’anno precedente.

Pur rappresentando un progresso importante, questi risultati evidenziano che milioni di bambini rimangono completamente esclusi dai programmi vaccinali di base, continuando a essere esposti al rischio di infezioni potenzialmente gravi.

Perché le vaccinazioni sono fondamentali

I vaccini stimolano il sistema immunitario a riconoscere specifici agenti patogeni senza provocare la malattia. In questo modo l’organismo sviluppa una memoria immunologica che consente una risposta rapida ed efficace in caso di esposizione futura.

Oltre alla protezione individuale, le vaccinazioni producono un beneficio collettivo attraverso l’immunità di comunità (o herd immunity). Quando una quota sufficientemente elevata della popolazione è immunizzata, la circolazione del microrganismo si riduce drasticamente, proteggendo anche coloro che non possono essere vaccinati, come i neonati troppo piccoli o le persone immunodepresse.

Per alcune malattie altamente contagiose, tuttavia, questa protezione richiede coperture estremamente elevate.

Il morbillo: il campanello d’allarme

Tra tutte le malattie prevenibili mediante vaccinazione, il morbillo rappresenta probabilmente l’indicatore più sensibile delle lacune nei programmi vaccinali.

Il virus del morbillo è infatti uno dei più contagiosi conosciuti: una singola persona infetta può trasmettere l’infezione a oltre una dozzina di soggetti suscettibili. Per interrompere efficacemente la trasmissione sono necessarie coperture vaccinali superiori al 95% con due dosi di vaccino.

Anche piccoli cali nella copertura possono favorire la ricomparsa di epidemie. Negli ultimi anni numerosi Paesi hanno registrato importanti focolai, spesso proprio nelle aree dove la copertura vaccinale era diminuita.

Per questo motivo l’incremento osservato nel 2025, sebbene positivo, non è ancora sufficiente a garantire una protezione stabile della popolazione.

Le sfide che ostacolano la vaccinazione

L’OMS identifica diversi fattori responsabili delle persistenti disuguaglianze nella copertura vaccinale.

Conflitti e crisi umanitarie

Le guerre e le emergenze umanitarie interrompono frequentemente le campagne vaccinali, distruggono le infrastrutture sanitarie e rendono difficile raggiungere le popolazioni più vulnerabili. Bambini che vivono in aree interessate da conflitti armati o sfollamenti forzati hanno probabilità molto maggiori di non ricevere alcuna vaccinazione.

Disinformazione ed esitazione vaccinale

La diffusione di informazioni scientificamente infondate attraverso internet e i social media continua ad alimentare dubbi sulla sicurezza e sull’efficacia dei vaccini.

L’esitazione vaccinale, riconosciuta dall’OMS come una delle principali minacce per la salute globale, non riguarda soltanto i Paesi ad alto reddito, ma interessa ormai realtà molto diverse tra loro.

Contrastare la disinformazione richiede una comunicazione trasparente, basata su evidenze scientifiche e supportata da operatori sanitari adeguatamente formati.

Disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari

In molte regioni del mondo la vaccinazione non è rifiutata, ma semplicemente non è accessibile.

Distanze elevate dai centri sanitari, carenza di personale, difficoltà logistiche nella conservazione dei vaccini e limitate risorse economiche rappresentano ostacoli concreti che impediscono a milioni di bambini di essere immunizzati.

Il valore della prevenzione

Le vaccinazioni hanno consentito l’eradicazione del vaiolo e hanno portato la poliomielite vicino all’eliminazione globale. Hanno inoltre ridotto drasticamente l’incidenza di difterite, tetano, pertosse, meningiti batteriche, epatite B e numerose altre malattie infettive.

Secondo le più recenti analisi epidemiologiche, i programmi vaccinali introdotti negli ultimi cinquant’anni hanno salvato decine di milioni di vite e contribuito in modo determinante all’aumento dell’aspettativa di vita.

Si tratta di uno degli investimenti sanitari con il miglior rapporto costo-beneficio mai realizzati.

Un obiettivo ancora da raggiungere

I dati del 2025 mostrano che il sistema vaccinale globale sta recuperando dopo le difficoltà degli ultimi anni. Tuttavia, il semplice aumento delle coperture medie non basta.

Per evitare nuove epidemie è indispensabile raggiungere anche quei bambini che restano esclusi dai programmi ordinari, indipendentemente dal luogo in cui vivono o dalla condizione socioeconomica delle loro famiglie.

La prevenzione delle malattie infettive non dipende soltanto dalla disponibilità dei vaccini, ma anche dalla capacità dei sistemi sanitari di garantire equità nell’accesso, continuità dei servizi e fiducia da parte della popolazione.

Solo attraverso un impegno coordinato tra governi, organizzazioni internazionali, operatori sanitari e comunità locali sarà possibile trasformare i progressi registrati negli ultimi anni in un risultato stabile e duraturo, proteggendo le future generazioni da malattie che oggi possono essere efficacemente prevenute.

Bibliografia essenziale

  • World Health Organization (WHO), UNICEF. Estimates of National Immunization Coverage (WUENIC) 2025.
  • World Health Organization. Immunization Agenda 2030: A Global Strategy to Leave No One Behind. Geneva: WHO.
  • UNICEF. State of the World’s Children – Immunization Report 2025.
  • World Health Organization. Measles Fact Sheet. Aggiornamento 2025.
  • Patel MK, Goodson JL, Alexander JP Jr, et al. Progress Toward Regional Measles Elimination — Worldwide. MMWR Morbidity and Mortality Weekly Report.
  • Gavi, the Vaccine Alliance. The Value of Vaccination: Global Impact Reports.

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