Quando si parla di Rivoluzione inglese del Seicento, l’attenzione si concentra quasi sempre sulla guerra civile, sul processo a Carlo I, sulla dittatura di Oliver Cromwell e sulla successiva Restaurazione. Eppure uno degli aspetti più innovativi di quel periodo fu la straordinaria crescita della cultura scritta e dell’informazione. Per la prima volta nella storia europea, il dibattito politico uscì dai palazzi del potere e raggiunse una parte consistente della popolazione grazie ai giornali, ai pamphlet e a una diffusione della lettura senza precedenti.
Mentre in Inghilterra prendeva forma quella che gli storici definiscono la public sphere, la sfera pubblica dell’opinione, la penisola italiana viveva una realtà profondamente diversa, segnata dalla frammentazione politica, dal controllo ecclesiastico della stampa e da livelli di alfabetizzazione molto inferiori.
La differenza tra i due Paesi contribuì a determinare percorsi storici profondamente divergenti, destinati a influenzare lo sviluppo delle istituzioni moderne e della cultura politica europea.
Un Paese che sapeva leggere
Nel XVII secolo l’Inghilterra era uno dei Paesi più alfabetizzati d’Europa.
La Riforma protestante aveva attribuito un valore centrale alla lettura individuale della Bibbia. Per comprendere direttamente le Sacre Scritture, ogni credente doveva essere in grado di leggere. Questo principio, apparentemente religioso, produsse conseguenze culturali enormi.
Tra Sei e Settecento il tasso di alfabetizzazione maschile in Inghilterra raggiunse livelli molto elevati per l’epoca, soprattutto nelle città e nelle regioni meridionali. Anche tra gli artigiani, i commercianti e una parte dei contadini la capacità di leggere era ormai abbastanza diffusa.
La lettura non era più un privilegio esclusivo del clero o dell’aristocrazia, ma diventava uno strumento di partecipazione alla vita civile.
L’esplosione della stampa durante la Rivoluzione
Con lo scoppio della Guerra Civile inglese nel 1642 esplose anche la domanda di informazione.
La temporanea crisi del sistema di censura favorì una produzione impressionante di opuscoli, fogli volanti, manifesti politici e periodici. Nel giro di pochi anni vennero stampati migliaia di pamphlet che affrontavano temi religiosi, costituzionali, economici e militari.
Nacquero i primi giornali con una certa periodicità, antesignani della moderna stampa quotidiana. Le notizie provenienti dal Parlamento, dagli eserciti e dalle province circolavano con una rapidità mai vista prima.
Le coffee houses londinesi divennero veri centri di discussione politica. Qui si leggevano i giornali, si commentavano le decisioni del Parlamento e si formava un’opinione pubblica relativamente autonoma rispetto al potere.
Lo storico Jürgen Habermas avrebbe poi individuato proprio in questi luoghi uno degli elementi fondativi della moderna sfera pubblica.
I pamphlet che cambiarono la politica
La vera forza della stampa inglese non risiedeva soltanto nella diffusione delle notizie.
I pamphlet erano strumenti di battaglia politica.
Autori come John Milton, con l’Areopagitica (1644), difesero con straordinaria modernità la libertà di stampa, sostenendo che la verità emerge più facilmente dal libero confronto delle idee che dalla censura preventiva.
Negli stessi anni gruppi come i Levellers utilizzavano opuscoli facilmente comprensibili per sostenere il suffragio più ampio, l’uguaglianza davanti alla legge e la libertà religiosa.
Per la prima volta il confronto politico coinvolgeva direttamente una parte consistente della popolazione alfabetizzata.
La situazione italiana: un’altra Europa
Nello stesso periodo la penisola italiana presentava caratteristiche quasi opposte.
L’Italia non costituiva uno Stato unitario ma un mosaico di ducati, repubbliche, regni e territori soggetti a potenze straniere. Ogni Stato disponeva di proprie norme sulla stampa e quasi ovunque il controllo politico risultava particolarmente rigido.
A partire dalla Controriforma il controllo esercitato dalla Chiesa cattolica attraverso l’Indice dei libri proibiti e gli organismi inquisitoriali limitava fortemente la circolazione delle opere considerate pericolose dal punto di vista religioso o politico.
La censura preventiva rappresentava una pratica ordinaria.
I giornali esistevano, ma avevano caratteristiche molto diverse da quelli inglesi.
Le cosiddette gazzette riportavano prevalentemente notizie diplomatiche, militari o commerciali, evitando accuratamente qualsiasi discussione politica che potesse mettere in discussione l’ordine costituito.
Il problema dell’alfabetizzazione
Alla diversa libertà di stampa si aggiungeva una profonda differenza nell’istruzione.
L’alfabetizzazione italiana risultava mediamente molto più bassa rispetto a quella inglese.
Nelle campagne gran parte della popolazione era analfabeta, mentre anche nelle città la capacità di leggere rimaneva limitata soprattutto alle classi dirigenti, al clero e ai ceti professionali.
L’assenza di un sistema scolastico diffuso impediva la formazione di un’opinione pubblica ampia e partecipe.
La cultura continuava a essere prevalentemente orale, trasmessa attraverso prediche religiose, feste popolari e tradizioni locali.
Due modelli di società
Le differenze tra Inghilterra e Italia non riguardavano soltanto la quantità dei giornali pubblicati.
In Inghilterra la diffusione della stampa contribuì alla nascita di una società nella quale il potere doveva confrontarsi sempre più frequentemente con cittadini informati e capaci di discutere le decisioni pubbliche.
Questo processo accompagnò l’evoluzione verso la monarchia costituzionale sancita dalla Glorious Revolution del 1688 e dal Bill of Rights del 1689.
In Italia, invece, il rapporto tra autorità e popolazione rimase sostanzialmente verticale. La comunicazione continuava a essere prevalentemente dall’alto verso il basso, con limitati spazi di confronto pubblico.
Solo durante l’Illuminismo del XVIII secolo, grazie a figure come Pietro Verri e Cesare Beccaria e alla nascita di periodici quali Il Caffè, la stampa italiana avrebbe iniziato ad assumere un ruolo simile a quello già svolto dai giornali inglesi decenni prima.
La stampa come laboratorio della democrazia
La Rivoluzione inglese dimostra che la libertà politica non nasce esclusivamente dalle istituzioni.
Essa richiede cittadini capaci di leggere, comprendere, confrontare opinioni diverse e partecipare consapevolmente al dibattito pubblico.
La crescita dell’alfabetizzazione e la diffusione della stampa costituirono due fenomeni strettamente intrecciati: più persone imparavano a leggere, maggiore diventava la domanda di informazione; più circolavano giornali e libri, più cresceva il bisogno di istruzione.
Fu un processo di reciproco rafforzamento che contribuì alla formazione della moderna cultura democratica.
Una lezione ancora attuale
Nel XXI secolo i giornali cartacei hanno lasciato spazio, almeno in parte, all’informazione digitale. Tuttavia il principio rimane immutato.
Una società democratica necessita di cittadini alfabetizzati non soltanto dal punto di vista linguistico, ma anche sul piano critico e informativo.
La Rivoluzione inglese insegna che libertà di stampa e alfabetizzazione rappresentano due pilastri inseparabili della partecipazione civile. Laddove entrambe si sviluppano, cresce anche la capacità di una società di discutere, innovare e controllare il potere. Dove invece prevalgono censura, disinformazione e scarsa istruzione, la formazione di una vera opinione pubblica diventa più difficile.
La distanza che nel Seicento separava l’Inghilterra dalla penisola italiana non fu soltanto una differenza culturale: fu una diversa concezione del rapporto tra conoscenza, cittadinanza e libertà, destinata a lasciare un’impronta profonda nella storia dell’Europa moderna.
Bibliografia essenziale
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- Briggs A., Burke P. A Social History of the Media: From Gutenberg to the Internet. Polity Press, 2010.
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- Burke P. Popular Culture in Early Modern Europe. Routledge, 2009.
- Greco G., Fedele S. (a cura di). MASSONICAmente. Laboratorio di storia del Grande Oriente d’Italia: vari fascicoli dedicati alla storia della cultura politica e dell’età moderna.





