Monarchia e Massoneria: un rapporto unico in Europa
Pochi aspetti della storia della Libera Muratoria suscitano tanto interesse quanto il rapporto tra la Casa Reale britannica e la Gran Loggia Unita d’Inghilterra (United Grand Lodge of England, UGLE).
Fin dal XVIII secolo principi, duchi e sovrani appartenenti alla dinastia regnante hanno aderito alla Massoneria e, in numerosi casi, ne hanno assunto la guida. Nessun’altra obbedienza massonica al mondo può vantare una continuità istituzionale così stretta con la famiglia reale.
Questa circostanza ha contribuito a fare della Massoneria inglese il modello di riferimento della cosiddetta Massoneria regolare, riconosciuta oggi dalla maggior parte delle Grandi Logge del mondo.
È importante sottolineare che la presenza della monarchia non ha mai trasformato la Gran Loggia in un’istituzione dello Stato. La Massoneria inglese è rimasta un’associazione privata, indipendente sia dal Governo sia dalla Corona.
I primi principi massoni
L’avvicinamento della famiglia reale alla Massoneria avvenne pochi decenni dopo la nascita della Gran Loggia di Londra, fondata nel 1717.
Il primo membro della dinastia reale ad essere iniziato fu Federico Luigi, Principe di Galles, figlio di Giorgio II, iniziato nel 1737.
La sua adesione rappresentò un evento di enorme rilevanza simbolica.
In un’epoca nella quale la Massoneria era ancora guardata con sospetto da molte autorità civili e religiose europee, il fatto che l’erede al trono britannico ne facesse parte contribuì a rafforzarne l’autorevolezza.
I Gran Maestri appartenenti alla Casa Reale
Nel corso dei secoli numerosi membri della famiglia reale hanno ricoperto la carica di Gran Maestro.
Tra i più importanti figurano:
- Henry Frederick, Duca di Cumberland, Gran Maestro dal 1782 al 1790;
- Augustus Frederick, Duca di Sussex, Gran Maestro dal 1813 al 1843;
- Alberto Edoardo, Principe di Galles, futuro re Edoardo VII, Gran Maestro dal 1874 al 1901;
- Arturo, Duca di Connaught e Strathearn, figlio della regina Vittoria, Gran Maestro dal 1901 al 1939;
- Henry, Duca di Gloucester, Gran Maestro dal 1939 al 1942.
Dal 1967 la carica è ricoperta da S.A.R. il Duca di Kent, cugino della regina Elisabetta II e membro della Casa di Windsor.
Con oltre mezzo secolo di mandato, il Duca di Kent rappresenta uno dei Gran Maestri più longevi nella storia della Massoneria moderna.
Il Duca di Sussex e la nascita della Gran Loggia Unita
Tra tutte le figure reali, quella del Duca di Sussex occupa un posto particolare.
Nel 1813 egli fu protagonista dell’unificazione delle due grandi obbedienze inglesi allora esistenti:
- la Premier Grand Lodge, detta dei “Moderns”;
- la Antient Grand Lodge, detta degli “Antients”.
L’atto di unione del 27 dicembre 1813 diede origine alla United Grand Lodge of England, ancora oggi considerata la “Gran Loggia Madre del mondo”.
La capacità di mediazione del Duca di Sussex fu determinante nel superare rivalità rituali e organizzative che si trascinavano da oltre sessant’anni.
Edoardo VII e la Massoneria vittoriana
Un’altra figura centrale fu il futuro re Edoardo VII.
Iniziato nel 1868, fu eletto Gran Maestro nel 1874 e guidò la Massoneria inglese durante uno dei periodi di massima espansione dell’Impero britannico.
Sotto la sua guida:
- aumentarono considerevolmente le logge;
- si rafforzarono i rapporti con le Grandi Logge coloniali;
- venne consolidata la rete delle logge militari;
- la Massoneria britannica acquisì una dimensione realmente mondiale.
Alla sua ascesa al trono, nel 1901, Edoardo VII rinunciò alla carica di Gran Maestro per preservare la neutralità della Corona.
Il Duca di Kent
L’attuale Gran Maestro, S.A.R. il Duca di Kent, rappresenta oggi il volto pubblico della Massoneria inglese.
Dal 1967 ha promosso:
- una maggiore apertura verso la società civile;
- programmi filantropici di ampia portata;
- il dialogo con le istituzioni;
- una comunicazione più trasparente.
Sotto la sua guida la UGLE ha progressivamente abbandonato la tradizionale riservatezza ottocentesca, illustrando pubblicamente finalità, attività benefiche e principi etici della Libera Muratoria.
Perché proprio la famiglia reale?
La presenza della monarchia nella Massoneria inglese non è casuale.
Nel Regno Unito il sovrano incarna il principio della continuità dello Stato al di sopra delle contese politiche.
La Massoneria, dal canto suo, si definisce come un’istituzione che riunisce uomini di convinzioni differenti nel rispetto della legge, della libertà di coscienza e della lealtà verso il proprio Paese.
Entrambe le istituzioni condividono dunque alcuni valori fondamentali:
- continuità;
- stabilità;
- servizio pubblico;
- rispetto delle tradizioni;
- moderazione istituzionale.
La partecipazione della famiglia reale rafforza simbolicamente questi principi senza alterare l’autonomia dell’Ordine.
Un significato simbolico
Sul piano simbolico il ruolo della Casa Reale assume una valenza ancora più profonda.
Il Gran Maestro rappresenta l’unità dell’Ordine.
Il sovrano rappresenta l’unità della nazione.
Entrambe le figure esercitano una funzione di garanzia più che di governo diretto.
Non amministrano il potere quotidiano.
Custodiscono la continuità delle istituzioni.
È una differenza sottile ma essenziale.
Nel linguaggio iniziatico il Gran Maestro costituisce il punto di equilibrio tra Tradizione e rinnovamento, tra autorità e libertà, tra conservazione dei principi e adattamento ai mutamenti della società.
L’appartenenza di membri della famiglia reale a questa funzione conferisce ulteriore forza simbolica al concetto di “servizio” piuttosto che a quello di “potere”.
La neutralità politica
Uno degli aspetti più significativi della tradizione inglese consiste nel fatto che i membri della Casa Reale, pur partecipando attivamente alla vita massonica, hanno sempre evitato qualsiasi utilizzo politico dell’Ordine.
La UGLE proibisce ogni discussione politica o religiosa all’interno delle logge.
La monarchia costituzionale britannica, allo stesso modo, mantiene rigorosa neutralità rispetto al confronto politico.
Questa convergenza ha contribuito a preservare l’autorevolezza sia della Corona sia della Massoneria.
Un modello difficilmente esportabile
Il rapporto tra monarchia e Massoneria inglese costituisce un unicum storico.
In molti Paesi europei, soprattutto quelli di tradizione cattolica, le monarchie mantennero atteggiamenti ostili verso la Libera Muratoria.
In Francia, Spagna, Portogallo e nei vari Stati italiani le vicende politiche del XVIII e XIX secolo portarono spesso a persecuzioni, scioglimenti o limitazioni delle attività massoniche.
Nel Regno Unito, invece, la continuità istituzionale e il progressivo coinvolgimento della famiglia reale contribuirono a fare della Gran Loggia inglese un punto di riferimento internazionale.
Una lezione istituzionale
A oltre tre secoli dalla fondazione della Gran Loggia di Londra, la presenza della Casa Reale nella guida della Massoneria inglese continua a trasmettere un messaggio che va oltre il semplice dato storico.
Essa dimostra come un’istituzione iniziatica possa convivere con le istituzioni dello Stato senza confondersi con esse.
La Corona non dirige la Massoneria.
La Massoneria non esercita influenza costituzionale sulla Corona.
Entrambe, però, condividono una medesima idea di continuità, di responsabilità e di servizio.
È probabilmente questa convergenza di valori, più ancora della presenza di principi e duchi tra i Gran Maestri, ad aver reso la Gran Loggia Unita d’Inghilterra la più autorevole e stabile istituzione massonica del mondo.
Bibliografia essenziale
Fonti istituzionali
- United Grand Lodge of England, Book of Constitutions, edizioni aggiornate.
- United Grand Lodge of England, Freemasonry Today.
- Anderson J., The Constitutions of the Free-Masons, Londra, 1723.
- Articles of Union of the Two Grand Lodges of Freemasons of England, 1813.
Studi storici
- Hamill J., The Craft: A History of English Freemasonry, Crucible, 1986.
- Prescott A., A History of British Freemasonry 1425–2000, Routledge, 2017.
- Stevenson D., The Origins of Freemasonry: Scotland’s Century 1590–1710, Cambridge University Press, 1988.
- Ridley J., The Freemasons, Constable, 1999.
- Jacob M. C., Living the Enlightenment: Freemasonry and Politics in Eighteenth-Century Europe, Oxford University Press, 1991.
- Roberts A., House of Windsor, Penguin Books.
Per approfondimenti sulla Massoneria italiana
- Aldo A. Mola, Storia della Massoneria italiana, Bompiani.
- Giuseppe Giarrizzo, Massoneria e Illuminismo nell’Europa del Settecento.
- Rivista Erasmo del Grande Oriente d’Italia, numeri dedicati alla storia della Massoneria inglese e ai rapporti internazionali.





