L’aumento dei casi di epatotossicità impone una maggiore consapevolezza tra cittadini e professionisti sanitari

Negli ultimi vent’anni il consumo di integratori alimentari e prodotti erboristici è cresciuto in maniera esponenziale. Alla ricerca di un migliore benessere, di prestazioni sportive superiori o di rimedi “naturali” per affrontare disturbi comuni, milioni di persone ricorrono quotidianamente a preparati acquistabili senza prescrizione medica. La convinzione che “naturale” significhi automaticamente “sicuro” rappresenta tuttavia uno dei più diffusi equivoci in ambito sanitario.

Le evidenze scientifiche dimostrano infatti che anche gli integratori possono provocare effetti avversi importanti, tra i quali il danno epatico occupa un posto di primo piano. Il fegato, organo deputato al metabolismo della maggior parte delle sostanze introdotte nell’organismo, è particolarmente vulnerabile all’azione tossica di numerosi principi attivi di origine vegetale o di sintesi presenti negli integratori.

Un fenomeno in costante crescita

Secondo il Drug-Induced Liver Injury Network (DILIN), il programma statunitense che monitora i casi di danno epatico da farmaci e altre sostanze, gli integratori alimentari e i prodotti erboristici sono oggi responsabili di circa il 20% di tutti i casi di epatotossicità registrati. Si tratta di una percentuale che è aumentata progressivamente negli ultimi trent’anni e che riflette sia la maggiore diffusione di questi prodotti sia la crescente capacità diagnostica dei centri specializzati.

Il fenomeno è stato analizzato approfonditamente in una review pubblicata nel 2025 sulla rivista Liver International, che evidenzia come il danno epatico indotto dagli integratori rappresenti ormai una sfida clinica di rilevanza internazionale. Gli autori sottolineano come le difficoltà non riguardino soltanto la diagnosi, ma anche gli aspetti normativi e la prevenzione.

I prodotti maggiormente coinvolti

Tra le sostanze più frequentemente associate a tossicità epatica figurano gli steroidi anabolizzanti commercializzati come integratori destinati al fitness e al bodybuilding. In questi casi il danno assume generalmente la forma di una colestasi, cioè un’alterazione del flusso biliare che provoca ittero intenso, prurito e marcato aumento della bilirubina. Sebbene il recupero sia spesso completo, la guarigione può richiedere diversi mesi.

Un diverso meccanismo di tossicità caratterizza invece l’estratto di tè verde (Green Tea Extract), uno degli ingredienti più utilizzati nei prodotti dimagranti. Il danno epatico si manifesta in questo caso con un quadro clinico simile a quello di un’epatite acuta, talvolta sufficientemente grave da richiedere il trapianto di fegato.

Anche altri preparati di largo consumo sono stati associati a episodi di epatotossicità, tra cui:

  • Garcinia cambogia, utilizzata nei prodotti per la perdita di peso;
  • Kratom (Mitragyna speciosa), impiegato per le sue proprietà stimolanti e analgesiche;
  • Ashwagandha (Withania somnifera), molto diffusa come adattogeno contro stress e ansia;
  • Curcuma, generalmente considerata sicura ma responsabile di un numero crescente di segnalazioni, soprattutto quando assunta ad alte dosi o in formulazioni ad elevata biodisponibilità.

Particolarmente problematici risultano i cosiddetti Multi-Ingredient Nutritional Supplements (MINS), prodotti che contengono numerosi ingredienti vegetali, vitamine, minerali e altre sostanze. In questi casi identificare il componente responsabile della tossicità è spesso impossibile, rendendo estremamente complessa la valutazione clinica.

Perché la diagnosi è così difficile

Stabilire con certezza che il danno epatico sia provocato da un integratore rappresenta una delle principali difficoltà per l’epatologo.

Non esistono infatti biomarcatori specifici e la diagnosi si basa prevalentemente sull’esclusione di altre possibili cause, come epatiti virali, malattie autoimmuni, abuso di alcol o patologie metaboliche.

Un ulteriore elemento di criticità deriva dal fatto che molti pazienti non riferiscono spontaneamente l’assunzione di prodotti erboristici, ritenendoli innocui o addirittura estranei alla terapia farmacologica. Per questo motivo l’anamnesi deve comprendere sempre una domanda esplicita sull’utilizzo di integratori e preparati fitoterapici.

Un sistema regolatorio diverso da quello dei farmaci

Una delle principali differenze tra farmaci e integratori riguarda il percorso autorizzativo.

I medicinali devono dimostrare, attraverso studi clinici rigorosi, efficacia e sicurezza prima dell’immissione in commercio. Gli integratori alimentari, invece, seguono un iter regolatorio molto meno stringente: nella maggior parte dei Paesi non è richiesta una preventiva dimostrazione clinica della sicurezza del prodotto né della sua efficacia terapeutica.

A questa criticità si aggiunge la variabilità della composizione. Analisi indipendenti hanno evidenziato come alcuni prodotti possano contenere quantità di principio attivo differenti da quelle dichiarate in etichetta oppure contaminanti, adulteranti e sostanze farmacologicamente attive non riportate nella lista degli ingredienti.

Tali caratteristiche rendono particolarmente complessa sia la valutazione del rischio sia la sorveglianza post-commercializzazione.

LiverTox: uno strumento prezioso per i clinici

Per supportare medici e ricercatori nella valutazione dei casi di epatotossicità, i National Institutes of Health (NIH) statunitensi hanno sviluppato LiverTox, una banca dati costantemente aggiornata che raccoglie le evidenze disponibili sul danno epatico indotto da farmaci, integratori e prodotti erboristici.

Il database comprende oggi oltre 1.400 sostanze, tra cui 151 integratori alimentari ed erboristici, classificati in base al livello di evidenza della loro potenziale tossicità epatica. Per ciascun prodotto vengono riportati casi clinici, meccanismi ipotizzati di danno, caratteristiche istopatologiche e informazioni utili alla diagnosi differenziale.

LiverTox rappresenta attualmente uno dei riferimenti più autorevoli per la gestione clinica di questi pazienti.

Informazione e prevenzione rimangono le armi più efficaci

Ad oggi non esistono terapie specifiche per la maggior parte dei casi di epatotossicità da integratori. Il trattamento consiste essenzialmente nella sospensione immediata del prodotto responsabile e nel monitoraggio della funzionalità epatica, ricorrendo al trapianto solo nei rari casi di insufficienza epatica fulminante.

Per questo motivo la prevenzione assume un ruolo fondamentale. È necessario promuovere una maggiore cultura scientifica sia tra i cittadini sia tra gli operatori sanitari, ricordando che l’origine naturale di una sostanza non costituisce una garanzia di sicurezza.

L’uso degli integratori dovrebbe sempre essere motivato da una reale necessità, discusso con il proprio medico o con altri professionisti sanitari qualificati e accompagnato dalla segnalazione tempestiva di eventuali sintomi compatibili con un danno epatico, quali ittero, urine scure, nausea persistente, stanchezza marcata o dolore nel quadrante superiore destro dell’addome.

In un mercato in continua espansione, la tutela della salute passa sempre più attraverso un’informazione corretta, una vigilanza efficace e un impiego consapevole di prodotti che, pur essendo disponibili senza prescrizione, non sono privi di rischi.

Bibliografia essenziale

  1. Andrade RJ, Chalasani N, Björnsson ES, et al. Herbal and Dietary Supplement–Induced Liver Injury. Liver International. 2025.
  2. National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK). LiverTox: Clinical and Research Information on Drug-Induced Liver Injury. National Institutes of Health. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK547852/
  3. Navarro VJ, Khan I, Björnsson E, et al. Herbal and Dietary Supplement-Induced Liver Injury: A Review. Hepatology.
  4. Chalasani NP, Hayashi PH, Bonkovsky HL, et al. ACG Clinical Guideline: The Diagnosis and Management of Idiosyncratic Drug-Induced Liver Injury. American Journal of Gastroenterology.
  5. Drug-Induced Liver Injury Network (DILIN). National Institutes of Health, USA.

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